Come si fa a non amare questo cinico, indifferente, scontroso imprevedibile personaggio? Di certo una volta che lo si incontra sulla propria strada non lo si può più dimenticare.

Questa è l’autobiografia che Barney decide di scrivere all’età di sessantaquattro anni, dividendola in tre parti, una ciascuna per le tre mogli: Clara ,  un’artista bohémienne della Parigi degli anni 50, La Seconda Signora Panofsky ,una ricca ereditiera che egli sposa in un momento di follia per poi lasciare per l’amore della sua vita, Miriam. Dopo trent’anni di vita coniugata  passata insieme perde anche lei, ma Barney non riesce ad accettarlo.

Il titolo dell’opera viene da quello che sarà poi il cuore del romanzo, ossia l’omicidio del suo miglior amico di cui Barney è accusato e che negherà fino all’ultimo di aver commesso.

Durante le prime pagine di lettura il libro l’ho trovato alquanto noioso a causa dei continui salti temporali che rendono piuttosto difficile per il lettore seguirne il filo,  ma con l’avanzare dei capitoli diventa un vero e proprio spasso. Mai come prima mi ero divertita tanto insieme ad un personaggio. Barney è  completamente fuori dal comune, e come qualunque personaggio che va fuori dalle righe si finisce inevitabilmente per esserne attratti. Per una buona parte del romanzo l’ho profondamente odiato perché trasforma in veleno tutto ciò che incontra, non è in grado di tenersi accanto le persone che lo amano e  nei suoi numerosi tentativi di vivere solo di grandi ideali senza mai raggiungerli ho rivisto anche un po’ di me e non c’è cosa più fastidiosa di riconoscere se stessi nella figura di colui che si definirebbe un anti-eroe, anche se Barney va al di là di questa definizione.

La sua vita è un completo disastro e i numerosi vizi come il continuo bere non aiutano di certo a migliorarla, anzi, pur essendo consapevole di andare verso la distruzione, Barney non cerca mai di aggrapparsi alle corde che gli vengono tese.

Adesso so di amarlo, dal profondo del cuore, perché quando ho chiuso il libro(dal finale sorprendente, ovviamente) ho sentito di aver perso una persona che nonostante i suoi grandi difetti a modo suo sapeva amare, e che potrei definire un amico e  un compagno dal quale ho imparato tante cose nel nostro breve viaggio e che mi ha fatto ridere e piangere insieme e ancora adesso, dopo tanto tempo  mi ritrovo a pensare e a chiedermi : chissà che farebbe Barney al mio posto?

Curiosità:

  • Dal libro è stato tratto un film uscito nelle sale nel 2010.
  • Nonostante le numerose analogie tra la vita di Barney e quella del suo autore, Mordecai Richler ha sempre smentito qualsiasi  somiglianza con il protagonista.
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4 pensieri riguardo “La Versione di Barney di Mordecai Richler

  1. l’ho letto e mi è piaciuto moltissimo: un grande libro, rinnova in chiave moderna e ironica le sagre familiari dei romanzi ottocenteschi e sono d’accordo con te che si legge davvero volentieri!

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